Un esorcista in Diocesi
TANTO RUMORE per un evento NORMALE

A colloquio con il Vescovo, per fugare ogni dubbio proveniente da alcune testate d'oltre Gottardo. In particolare Facts che ha brillato per disinformazione e pregiudizi alla ricerca dello scoop a ogni costo

D
i Dante Balbo



0ccuparsi di esorcismo e di esorcisti dalle pagine di Caritas Insieme non è nostra consuetudine, perché lasciamo questa opera di pietà e di carità a chi, incaricato dal Vescovo, esercita questo ufficio nella serietà e nella discrezione.
Tuttavia, la nomina di un esorcista in Diocesi, fatto normale e ordinario, ha suscitato un polverone inaudito, soprattutto sulle pagine di qualche giornale della Svizzera Interna. Ci è sembrato giusto offrire al nostro Vescovo uno spazio qui e a Caritas Insieme TV per chiarire questi fatti, oltre a quello che già la RSI gli ha concesso.

Il fenomeno della possessione diabolica, che giustifica un esorcismo, di per sé è un fatto rarissimo, diagnosticato con estrema prudenza dalla Chiesa, anche quando non avevamo le conoscenze mediche e psicologiche attuali. Il rituale dell'esorcismo e le raccomandazioni per il suo uso risalgono ancora al XVI° secolo, eppure sono ancora strumento efficace per discernere un caso di possessione, da una situazione di disagio psichico.

La confusione è sempre la solita, perché si mescolano elementi pastorali ed esigenze tecniche con questioni di fondo, sulle quali la Chiesa non ha e non ha mai avuto dubbi. Per questo diamo spazio alle parole equilibrate del pastore della Diocesi, anche se il fenomeno in sé è decisamente esiguo, dal punto di vista quantitativo.

D: Esorcismo, esorcista, termini che nella nostra cultura razionalista fanno un po' ricordare il medioevo, cosa significano oggi, nel 2000, Mons. Vescovo?
R:
Significano quello che hanno sempre significato. Evidentemente la differenza tra le concezioni medioevali e quelle attuali, è ben marcata. Ma il concetto e la prassi dell'esorcismo sono sempre gli stessi.

D: Chi è l'esorcista in una diocesi?
R:
Uno o più sacerdoti, delegati dal Vescovo a questo compito pastorale per mezzo del quale invocando il nome della Trinità, pregano perché una persona, un ambiente o qualcos'altro venga ad essere eventualmente liberato dallo spirito del male.

D: Il modello dell'esorcismo, quindi, è quello dell'acqua battesimale
R:
Il modello dell'esorcismo, in pratica, come liturgia, ha una caratteristica tutta propria. Parlando poi di battesimo, non dobbiamo dimenticare che proprio nel rito di questo sacramento a un certo punto è previsto proprio un esorcismo in cui si invoca il Signore perché il bambino presentato al fonte battesimale sia liberato e protetto da questo spirito maligno.

D: Satana quindi esiste, è una verità affermata ancora dalla Chiesa!
R:
Se non esistesse Satana, dubiterei anche dell'esistenza di Dio. Satana è una persona ben precisa, anche se ci è difficile forse entrare nella sua conoscenza diretta e assoluta, ma è una persona, ha intelletto e volontà, è lo spirito del male, uno tra gli spiriti più potenti che possiamo incontrare nella nostra vita.

D: Si può incontrare nella nostra vita?
R:
lo penso che lo si possa incontrare in tante forme e quelle più semplici si manifestano quando, al di là delle nostre inclinazioni naturali, ci venga la tentazione del male e un appetito particolare per ciò che è fuorilegge, rispetto alla bontà etica e morale delle nostre scelte. A ciò contribuisce senz'altro lo spirito del male.

D: La nomina di un esorcista è un fatto straordinario per la nostra diocesi?
R:
Assolutamente no.
È di ordinaria amministrazione in tutta la Chiesa e in tutti i tempi. Dalla prima Chiesa di nostro Signore ad oggi ed anche a domani, per sempre, perché è una pratica pastorale, ossia la Chiesa si è sempre preoccupata di aiutare coloro che si trovano in prove particolari e che magari ritengono anche di essere possedute dal demonio. E' normalissimo, quindi non bisognerebbe fare il clamore che talvolta, come recentemente si è fatto sui media, soprattutto della Svizzera oltre Gottardo.

D: L'esorcismo e l'esorcista, in fondo richiamano una cultura di tipo più vicino alla magia, che non all'esperienza razionale. Che differenza c'è? Perché noi diciamo che la pratica esorcistica non è una pratica magica?
R:
Non è una pratica magica. Evidentemente, se noi prendiamo il gesto e la preghiera e il fatto dell'esorcismo e lo mettiamo a fianco a tutto quello che sa di stregoneria, può essere fatto rientrare in questo, calderone, per dirla volgarmente. Ma l'esorcismo domanda una fede, una fede seria, una fede provata, una serenità di spirito per cui, allo stesso modo in cui io posso accedere a un Sacramento, posso accostarmi anche a una pratica come l'esorcismo, con la quale io invoco la protezione divina.
È molto più semplice di quello che può apparire. Evidentemente occorre una grande discrezione da parte di tutti coloro che sono interessati all'esorcismo, altrimenti anche questo gesto, se reclamizzato in maniera veramente fuori posto, potrebbe portare ad attese irragionevoli, mettendo in pericolo persino la fede, perché siamo in un campo delicato dove sia colui che compie questa pratica su un fratello che ne ha bisogno e coloro che la ricevono, devono essere persone che vivono la verità, l'umiltà e la discrezione.

D: È per questo che l'esorcista è scelto dal Vescovo?
R:
Sì, il Sacerdote può essere delegato, ma senza delega non può esercitare l'esorcismo. Anche perché il Vescovo deve valutare le doti dell'esorcista, per fare questa pratica con grande discrezione e serietà.

D: L'esorcista lavora sempre da solo?
R
: Non si può dire lavora, ma esercita il suo ufficio, anche in collaborazione con gente di provata fede, nella discrezione. Quando prega alla presenza di una persona che si ritiene colpita da questo fatto, altri fedeli, altri fratelli, possono sostenere la sua preghiera, proprio perché si va in aiuto di chi ha molto bisogno.

D: La Chiesa si avvale anche della consulenza di scienziati, psichiatri o psicologi?
R:
La maggior parte delle volte, anzi direi per principio, il passaggio all'esorcismo dovrebbe avvenire dopo la consultazione di un perito a livello psicologico e psichiatrico, perché non possiamo vedere una presenza diabolica in tutte le circostanze.

D: La sua decisione di nominare un esorcista qui in Ticino non ha suscitato grande scalpore, se non di riflesso perché altrove è stato un evento, quasi uno scoop, che ha creato anche qualche vendita in più per i giornali, come mai secondo lei succede ancora questo, come mai in Ticino invece c'è ancora spazio per ragionamenti più pacati?
R:
Forse il fatto che i media ticinesi l'hanno annunciato, ha fatto emergere una certa curiosità, ma vorrei dire una curiosità serena, perché anche in Ticino da quando il Ticino ha la Chiesa, e l'ha sempre avuta, l'esorcista c'è sempre stato.
Adesso si è giunti alla decisione di delegare ad un Sacerdote questo compito, che potrei affidare anche a dieci, o a venti preti, perché è un compito che i sacerdoti possono esercitare e magari anche con soddisfazione.

D: Èuna scelta in relazione alle esigenze pastorali?
R:
Fa parte di tutta la pastorale di un Sacerdote.
Così come deve attendere alla vita sacramentale dei propri fratelli e sorelle, il Sacerdote deve anche assolvere questo compito di consolazione, di liberazione, di aiuto. Una meraviglia sproporzionata nella direzione dello straordinario, sfruttata per uno scoop, in maniera discutibile, mi sembra sia originata dall'ignoranza, o peggio, per coltivare ancora una devianza della comprensione di questo compito importante, utilissimo, di carità cristiana. Il problema in questi casi è l'ignoranza, come in tutto quello che è superstizione.

Noi crediamo in una realtà, non in una superstizione: il maligno che esiste. Però siamo immersi in un clima di superstizione, d'ignoranza, di carenza di conoscenza della propria fede, nonostante molti affermino ancora di averne una purtroppo più teorica che reale. Basterebbe solo pensare alla banalità delle carte o della chiromanzia, o di tutto quello che può attanagliarci per scrutare il futuro.

Il catechismo della Chiesa cattolica che è il catechismo base, veramente il piatto forte per tutti coloro che vogliono conoscere la loro fede e apprezzarla, descrivendo il primo comandamento, segnala e stigmatizza tutti gli errori devianti, dall'adorazione all'unico Dio che è nostro Padre. Quindi occorrerebbe proprio che il catechismo della Chiesa cattolica, accanto alla Bibbia, fosse non solo in ogni casa, ma passasse tra le mani e fosse letto da tutti coloro che si dicono cristiani, perché non si può fare un cristianesimo secondo le lune, o il proprio cervello. II cristianesimo è da accettare, non da inventare. Il Signore Gesù ci ha dato tutto quello che poteva attraverso la sua parola, il suo insegnamento. Lui è Via, Verità e Vita, è Maestro della nostra vita, vita terrena, vita naturale e vita soprannaturale.

DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

1673 Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l'ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare (Cf Mc 1,25 ss; Mc 3,15; Mc 6,7; Mc 6,13; Mc 16,17).

In una forma semplice l'esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato "grande esorcismo", può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. E' importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del Maligno e non di una malattia (CF Codice di Diritto Canonico, 1172).